Enogastronomia

Enogastronomia

Vini, formaggi, oli, carni, pasta e salumi sono alcune delle produzioni che hanno reso le terre di Siena celebri nel mondo, oltre all’arte e alla storia. Vivere Chianciano Terme e il suo territorio vuol dire compiere un viaggio alla scoperta dei segreti di prodotti quali il Nobile di Montepulciano o le vicine produzioni di eccellenza della Val d’Orcia come il Brunello di Montalcino e la Doc Orcia. Ma anche i salumi di cinta senese o la celebre carne Chianina delle aziende della Valdichiana. Senza dimenticare i pecorini di Pienza o i ‘pici’, la pasta fatta in casa della tradizione povera realizzata con acqua e farina. Infine i dolci come la Torta Chianciano o quelli di Siena come il panforte o i ricciarelli. Non rimane che lasciarsi guidare alla scoperta dei preziosi tesori delle aziende produttrici immerse nella campagna senese e delle botteghe dove poter trovare le produzioni di eccellenza dell’enogastronomia. Oppure assaggiarli o degustarli nei ristoranti che, seguendo le ricette di una volta, ripropongono i piatti della tradizione.

Pici

Pasta lavorata a mano originaria della campagna senese, molto simile allo spaghetto, ma più irregolare e grossolana. Il limite nella scelta dei condimenti per questo tipo di pasta così versatile è solo la fantasia. Tra i tanti accompagnamenti, due in particolare esaltano tutta la tipicità territoriale dei pici: la salsa all’aglione e il ragù di Chianina.

Torta di Chianciano

Era il 1948 quando una signora chancianese, Jole Marabissi, aprì il primo laboratorio di pasticceria a Chianciano Terme. Siamo nel primo dopoguerra e si comincia a respirare un’aria nuova. 

La torta Chianciano fu una delle creazioni della novella pasticcera, apprezzata da subito da chiancianesi e villeggianti e, in oltre mezzo secolo di storia, è diventata un must nella tradizione pasticcera chiancianese. Uno scrigno di pasta frolla con all’interno crema pasticcera e pan di spagna bagnato da liquore all’amaretto.

Rabarbaro

Intorno alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, un chiancianese approfondì la conoscenza di questa pianta e creò un amaro con questa erbacea: l’amaro di Chianciano o Rabarbaro di Chianciano.

Il rizoma del rabarbaro è conosciuto come un regolatore delle funzioni digestive. A dosi basse stimola la secrezione gastrica e la secrezione biliare, pertanto ha proprietà aperitive, digestive e depurative del fegato, oltre ad essere un blando lassativo.