Lst-Teatro presenta la stagione 2022-2023 del Teatro Caos di Chianciano Terme
Tanti gli spettacoli in cartellone, c’è anche Simone Cristicchi

Riparte alla grande la stagione del Teatro Caos, gestita e diretta da LST Teatro, in collaborazione con il Comune di Chianciano Terme, con la campagna abbonamenti per potersi assicurare il posto, e risparmiare sul costo del singolo biglietto, per assistere ai tanti spettacoli proposti. Dal 5 novembre al prossimo 2 aprile, si susseguono undici spettacoli in cartellone, uno fuori abbonamento con Simone Cristicchi, uno in occasione della Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne e uno per il Giorno della memoria, oltre a un programma interamente dedicato ai ragazzi.

“Tale proposta artistica è la conseguenza del grande successo di pubblico riscosso nella passata stagione teatrale – afferma il direttore Manfredi Rutelli – un successo che è stato una gradita manifestazione di fiducia nelle nostre scelte, un apprezzamento nell’organizzazione e gestione di LST Teatro, ma soprattutto una forte dimostrazione di appartenenza, di partecipazione, di coinvolgimento della comunità alla vita del Teatro Caos, al suo essere il magico luogo di incontro e confronto tra arte e società, tra persone e le loro storie”. E proprio per ripagare tanta stima e fiducia, e il tanto amore per il ritrovato teatro di Chianciano Terme, LST Teatro ha voluto programmare una stagione ambiziosa, rischiosa, ricca, non solo per l’elevato numero di spettacoli proposti, che fa del Teatro Caos uno dei più attivi e vivaci teatri della zona, ma per la qualità artistica che questi spettacoli esprimono.

 

“Il Teatro Caos presenta ancora una stagione di cui andare fieri – dichiara l’Assessore alla Cultura Rossana Giulianelli – con grandi nomi, allestimenti prestigiosi, temi importanti. Il Teatro si conferma una delle punte di diamante della politica culturale di Chianciano Terme e lo fa proponendo un cartellone ricco di appuntamenti capaci di coinvolgere, sempre di più, fasce di pubblico differenti. Non possiamo a nome della cittadina che ringraziare il direttore artistico Manfredi Rutelli e tutta l’Associazione LST Teatro che in questi anni è riuscita a fare un lavoro davvero importante sia con i laboratori che con le proposte artistiche del cartellone, al quale anche quest’anno abbiamo voluto dare un contributo proponendo il nuovo lavoro teatrale di Simone Cristicchi “Paradiso – Dalle tenebre alla luce”, scritto in collaborazione con Manfredi Rutelli, e che non potevano non proporre alla nostra città”.
Proprio la prestigiosa presenza in cartellone, fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale, di Simone Cristicchi e il suo emozionante teatro-canzone, ispirato dalla poetica scrittura di Dante e dalla sua ricerca di Paradiso, è il fiore all’occhiello di una stagione di grande prestigio. Accanto a lui, infatti, compaiono compagnie e artisti come il Teatro dell’Orsa, Frosini/Timpano, Controcanto Collettivo, Andrea Kaemmerle, Michele Sinisi, Ciro Masella e Nicola Pistoia. Una drammaturgia contemporanea, un teatro che parla alla gente, che, divertendo ed emozionando, parla del nostro tempo, di noi, di ciò che siamo e di ciò che potremmo essere. Come lo spettacolo sul ruolo della donna nella società attuale, proposto da Francesca Bianchi, o la metafora calcistica nell’omaggio ai giudici Falcone e Borsellino di Marco Mittica, o le sorprendenti invenzioni romantiche dei bravissimi improvvisatori di Voci e Progetti.

Senza tralasciare i due spettacoli fuori abbonamento in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, con Chiara Savoi e la Giornata della Memoria, con la proposta di “Dov’è finito lo Zio Coso”. Fino all’anteprima nazionale della nuova produzione di LST Teatro, in collaborazione con Elastica, che porta in scena, per la prima volta teatralmente, l’apprezzato filoso, scrittore e conduttore radiofonico di Radio Rai3, Pietro del Soldà, con il suo invito a uscire da sé e aprirsi all’avventura.

 

 

 

 

 

 

 

“Proprio come nell’invito ad uscire da quel guscio, fatto di muri – conclude Manfredi Rutelli – che crediamo ci proteggano, ci salvino, ci mettano al sicuro, e invece sono solo isolamento e inaridimento, e venire a sognare, emozionarsi, ridere e commuoversi, scaldarsi il cuore, in quella gioiosa piazza sociale che è il Teatro”.