Subito dopo Porta Rivellini nel 1455, nella zona in cui il borgo antico di Chianciano ospitava l’ospedale della Chiesa di San Giovanni, fu edificata, dagli orvietani che governavano a quel tempo, la Chiesa Santa Maria della Stella. Tra il XIV e XV secolo, per commemorare la pace con Montepulciano dopo 190 anni di malevolenza, fu denominata Chiesa della Madonna della Pace. Successivamente, con il passare degli anni, la struttura della chiesa andò in rovina. Nel 1579 la chiesa, con atto formale, fu ceduta alla Confraternita della buona Morte e Orazione che nel 1580 la restaurò e la consacrò dandole il nome di Chiesa della Morte. Le confraternite della  buona morte che provvedevano alla manutenzione furono soppresse e la chiesa andò di nuovo in degrado.  Nel 1714 la chiesa fu nuovamente restaurata grazie alla benefattrice Maddalena Pucci. All’interno vi era un’iscrizione murata al di sotto di uno scudo d’arme diviso a metà da una linea, ai lati della quale vi erano due stelle a sei punte ciascuna, con queste scritte:   MCCCCLV / HAEC ECCLESIA TEMPORE BONORUM / EGREGIRUM VIRORUM NARDI / MARTINI ET DETTII / COATANTINII AC DOMINICI / … PETRI.   Vi era inoltre un altare maggiore rinascimentale con colonne intarsiate. Sopra di esso al centro vi fu posto un quadro ad olio rappresentante l’annunciazione di Maria Santissima (XVI sec.) . Nel 1958, per la celebrazione del Centenario dell’apparizione della Madonna di Lourdes, il Vescovo, Monsignor Baldini, rinominò la chiesa come Chiesa dell’Immacolata, nome con cui oggi viene denominata. D’altro canto è ancora conosciuta dalla comunità locale come Chiesa della Morte dato che, nella maggior parte dei casi, avviene l’ultima benedizione dei defunti. Particolarmente amata dai cittadini poiché la sua modesta dimensione permette di raccogliersi in un’intima devozione e preghiera. I dipinti che la chiesa ospitava sono attualmente conservati all’interno del museo della collegiata.