Risalente all’anno 1000, il castello era sotto il predominio dei Conti Manenti, signori di Chiusi, Sarteano e Chianciano, che nel 1229 legarono il feudo di Chianciano a Siena. I Manenti, appartenenti ad una famiglia di congrega longobarda, erano anche detti i Rimbotti, da qui prende il nome la scala che conduce all’interno della fortezza. Nel castello, che era la residenza dei Conti Manenti, trovarono rifugio i Vescovi che si trasferirono qui da Chiusi nel XI secolo. Il primo edificio ad essere costruito nella piazzolina denominata “ dei Soldati “ è proprio Palazzo Pretorio, oggi conosciuto come Sala De' Vegni. Nel 1747, il loggiato del Palazzo che si trovava proprio sopra la stanza della Cancelleria del Comune, crollò e solo nel 1799 fu adeguatamente ricostruito. Del Palazzo Pretorio ricostruito in quell'anno è rimasto solo un capitello sul quale è inciso lo stemma della Famiglia Ranieri di Orvieto e ciò sta a significare che un Podestà di Chianciano è appartenuto a tale famiglia. Oltre a questo stemma, oggi sulla parete esterna è possibile vedere altri otto stemmi di Famiglie nobili, che nel corso degli anni hanno avuto il ruolo di Podestà a Chianciano Terme. allontanavano da una terra devastata dalla peste già dal XI sec., da allora la sede del Palazzo del Podestà si trasferì all’interno di esso. Tra il 1264 e il 1276, terminato il potere dei Manenti, Chianciano si sviluppò enormemente sotto il profilo urbanistico e si affermò come comune libero, pur essendo sempre stata un’area contesa tra Orvieto e Siena e cedendo poi a Firenze dopo un attacco che, nel 1557, quasi la distrusse. Sulle rovine del castello fu edificato il primo Monastero di Chianciano. All’interno del castello era già presente la Chiesa di San Michele Arcangelo dove, nel 1528, vi fu fondata la Confraternita del Corpo di Cristo.  La chiesa fu successivamente donata alle monache clarisse che, nel 1544, eressero il Monastero. Nello stesso anno, i frati Osservanti ottennero, dal papa Paolo III, l’erezione a canonica, l’autorizzazione a Monastero e automaticamente fu confermato l’Ordine delle suore. I chiancianesi sovvenzionarono la costruzione del Monastero attraverso elemosine e donazioni. Purtroppo i lavori furono interrotti nel 1553, a seguito della scoppio della guerra di Siena, e le monache costrette a rifugiarsi nel Palazzo Vescovile poiché il monastero fu adibito di nuovo a fortezza. Il 12 agosto 1554, durante la guerra, fu saccheggiato il territorio di Chianciano e la fortezza, dove vivevano le suore, fu incendiata. Nel 1559, conclusa la guerra, il Duca Cosimo I de’ Medici fece restaurare la fortezza, e la riassegnò alle suore. Nel 1560 ripartirono i lavori di restauro e costruzione del monastero e anche in quell’occasione la cittadina contribuì al completamento dell’opera. Nel 1567, a seguito di forti contrasti nati tra le suore, cinque di esse si allontanarono e fondarono il Convento di San Giovanni Evangelista, vicino alla Chiesa di San Giovanni, conosciuto anche come “Fortificazione del Corno”. Il 12 settembre 1610 le suore che vivevano nel Monastero di San Giovanni Arcangelo ottennero la clausura. Dopo due secoli,  nel 1788, il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo donò ingenti somme che servirono ad ampliare ed abbellire la fortificazione. L’iscrizione, su lapide di marmo posizionata accanto alla porta d’ingresso del Monastero, ricorda quell’evento: PETRO LEOPOLDO AUSTRIACO M. HETR. DUCI CLEMENTISSIMO QUOD CORETROPHIUM HOCCE S. MICHAEL ARCANG. NUNCUPATUM AD PUELLAS RELIGIONE, ARTIBUS, MORIBUS, RECTIUM INFORMANDAS RESTITUERIT EXORNAVERIT REDITIBUS AUXERIT OPTIMO AUG. BENEFICENTISSIMO PRINCIPI PERENNE MONUMENTUM A.D. MDCCLXXXVIII CLANCIANENSES P.P. Dopo il 1871, in seguito alla liberazione di Roma e all’approvazione della Legge delle Guarentigie, il monastero fu espropriato alla chiesa per passare allo Stato che lo assegnò l’8 agosto 1897 al Comune. Tuttavia, le suore vi abitarono fino al 1909 avendo il “diritto vitalizio di abitazione”. Durante la prima Guerra Mondiale il Monastero si trasformò in un quartier generale militare e, terminata la guerra, il Comune lo modificò in parte a rimesse comunali ed in parte a case per le famiglie. Vi fu aperta al suo interno anche la Scuola Elementare e l’Asilo “E. De Amicis“. Buona parte del patrimonio storico, artistico e religioso fu distrutto nel 1921 quando battaglioni fascisti fecero irruzione all’interno distruggendo e saccheggiando ogni ambiente. Il Comune di Chianciano, negli anni sessanta, vendette il Monastero e così fu completamente modificato e suddiviso in abitazioni private.